
Parlano piano al sole le ombre stanche di rumorose rabbie e infinite
menzogne
Lunghe di sterminati fili in lunga fila sorde ai tonfi di corpi che
vengono abbattuti
Tra poco arrossa il cielo della sera sospeso tra azzurri spazi gelidi e
lande desolate
Quietami i pensieri e le mani e in questa veglia pacificami il cuore
Così vanno le cose, così devono andare

S'alzano sotto cieli spenti i canti di chi è nato alla terra ora di
volontà focose speranze
E da energie costretto e si muove alla danza.
Festa stanotte di misere tribù sparse impotenti, di nuclei solitari che
è raro di vedere insieme ancora
E s'alzano i canti e si muove la danza
Muoiono i preti rinsecchiti e vecchi e muoiono i pastori senza mandrie

Spaventati i guerrieri, persi alla meta i viaggiatori
La saggezza è impazzita, non sa l'intelligenza
La ragione è nel torto, conscia l'ingenuità
Ma non tacciono i canti e si muove la danza
Quietami i pensieri e il canto e in questa veglia pacificami il cuore
Così vanno le cose, così devono andare
Chi c'è c'è e chi non c'è non c'è
Chi è stato è stato e chi è stato non è
Chi c'è c'è e chi non c'è non c'è
E non tacciono i canti e si muove la danza
Danza, danza, danza, danza, danza, danza, danza, danza...
(Così vanno le cose, così devono andare...)
testo de "I fuochi della notte" C.S.I. album in quiete 1994
foto Marpet
L’esperienza insegna a dubitare della bellezza che ci si avvicina, così che quando poi si cade nel reale si riesce a rimanere in piedi.
Di scuse prolisse, abusate e già sentite ne ho piena la testa e ci sorrido.
Ascoltare il gelo delle tue parole, scandite con ripugnante distanza e non sentire dolore è una vittoria che non immaginavo di poter collezionare.
Non ci sono parentesi di buoni intenti per te stasera.
Chè un solo gesto gentile –chiesto a gran voce- ti avrebbe reso credibile e piacevole da ricordare.
Io
Imprevedibilmente
Unica
Tu
Irreparabilmente
banale.


e ti sembra di andar lontano
lei ti guarda con un sorriso
non credevi che il paradiso
fosse solo lì al primo piano.
testo da F. De Andrè, Via del campo.

Chè quando non hai ancore e tantomeno appigli ti sembra d'impazzire vagando nel dubbio e l'incertezza. Eppure sai che un giorno il tempo ti darà ragione.